Contro l'Udinese per cambiare definitivamente obiettivo e proiettarsi al mercato di gennaio con ambizioni completamente diverse. Il Benevento di Filippo Inzaghi rappresenta la piacevole rivelazione di questo campionato, conferma del fatto che una programmazione a medio-lungo termine fatta con competenza e unità d'intenti può consentire di battagliare contro le più blasonate delle compagini italiane. Vincere con il Genoa ha consentito di mettere un margine di vantaggio sulla zona retrocessione ed espugnare la "Dacia Arena" garantirebbe ai giallorossi la salvezza virtuale quasi con un girone d'anticipo. Al netto delle dichiarazioni anche scaramantiche, a Benevento c'è aria di impresa e nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe immaginato questo scenario dopo lo 0-3 interno con lo Spezia superato grazie alla compattezza del gruppo e alla mentalità della società. Non sarà certo una trasferta semplice, è chiaro, anche perchè mancheranno ancora calciatori che per i sanniti sono imprescindibili. Ma è un esame di maturità alla portata, che precederà la sosta e il mercato. Prima sfoltire, poi inserire in uno spogliatoio molto compatto quei 2-3 elementi di spessore senza falsare gli equilibri. Al "Vigorito" c'era il patron del Pescara Daniele Sebastiani, pare sia interessato ad un paio di calciatori. Si fa soprattutto il nome di Moncini, che torna a disposizione per far rifiatare un Lapadula generoso ma poco prolifico. E' proprio lì che il Benevento sogna il grande colpo, regalo per una piazza che ha vissuto promozione e cavalcata successiva da casa per le note restrizioni. E che ha una gran voglia di diventare l'Atalanta del Sud.
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