17 Novembre 2020
A soffermarsi sulla crisi di risultati del Benevento è l’ex tecnico giallorosso Cristian Bucchi. L’allenatore romano, in esclusiva alla nostra testata, ripercorre anche la propria esperienza alla guida della Strega di due anni fa e culminata con l’eliminazione dai play off contro il Cittadella. “Ritengo che il Benevento abbia tutte le componenti per mettersi alle spalle il periodo difficile venutosi a creare. In A ci sono valori tecnici nettamente differenti dalla serie B. Tra i cadetti, invece, l’agonismo e la voglia di vincere possono anche bastare per spuntarla. Con le grandi sono da mettere in preventivo le sconfitte e anche pesanti, dove la Strega ha sbagliato quindi è stato contro lo Spezia”.
Nonostante le recenti sconfitte, ritiene che la truppa sannita abbia comunque mostrato delle note positive?
Il Benevento ha giocatori di qualità e in mezzo al campo ha inserito quella fisicità necessaria per affrontare la serie A. In avanti poi ha tanta qualità adatta alla categoria. Fatta eccezione, ripeto, per la partita contro lo Spezia, ho visto una squadra che gioca a viso aperto, ma venuta meno in fase realizzativa.
Nella passata stagione quello giallorosso è stato un autentico capolavoro: si aspettava un campionato del genere dalla Strega?
Due anni fa avevo la certezza di aver costruito un gruppo molto forte e a quel gruppo sono stati aggiunti giocatori che in B rappresentano un vero e proprio lusso, a loro aggiungiamoci anche un Maggio tornato a livelli altissimi. Ovviamente a inizio campionato non ho immaginato che il Benevento avrebbe potuto fare lo strepitoso campionato che ha fatto e il merito è soprattutto del direttore Foggia che ha costruito la squadra e di Inzaghi che ha fatto sì che potesse esprimersi ad altissimi livelli.
Mister facciamo un ulteriore passo indietro e andiamo a due stagioni fa. Cosa è mancato al suo Benevento per centrare la serie A?
È mancata un po’ di fortuna. Dopo aver vinto meritatamente a Cittadella, al ritorno ci siamo ritrovati sotto senza neanche saperlo e ciò ha portato al crollo di un qualcosa che eravamo riusciti a costruire con grande fatica. La difficoltà più grande è stata quella di riportare tutti mentalmente nella categoria, ma quel blackout di quindici minuti ha offuscato il lavoro fatto in un’intera stagione.
Una sconfitta che di fatto ha sancito la fine della sua esperienza con il Benevento e quanto le è dispiaciuto andare via?
Ancora oggi è grande il dispiacere di non aver continuato il cammino iniziato con la Strega. Spesso con il presidente Vigorito abbiamo affrontato anche il discorso relativo al mio rinnovo di contratto, ma poi non se n’è fatto mai nulla. L’abbraccio al termine della gara contro il Cittadella è stato pieno d’affetto ed è stata la condivisione di una serata negativa. Non credevo che la situazione potesse svoltare in altro modo, ma già qualche giorno dopo ho percepito dei dubbi da parte sua e quindi capii subito di farmi da parte perché non volevo rappresentare un ostacolo. Nonostante ciò per me Benevento sarà sempre un’immagine felice del calcio, con un pubblico stimolante e una struttura societaria di altissimo livello.
fonte articolo: https://www.cronachedelsannio.it/sannionews24/
