Il valzer di portieri non fa mai bene e chi mastica calcio da una vita ha sempre detto che è l’unico ruolo nel quale deve esistere una precisa e inderogabile gerarchia. A Salerno, tuttavia, un turno di stop era necessario per consentirgli di ricaricare le batterie dopo le critiche e le accuse feroci di parte della tifoseria granata all’indomani della brutta partita contro l’Empoli. Alessandro Micai, però, continua ad essere il titolare indiscusso della Salernitana, blindato e protetto dalla società, dalla dirigenza e da mister Ventura in virtù di un finale di stagione quanto mai aperto, legato inevitabilmente alle performance del numero uno. Probabilmente contro lo Spezia toccherà di nuovo a lui, una responsabilità enorme sulle spalle di chi sa che non si può più sbagliare. Che la serata di riposo col Pordenone abbia fatto bene? Lo scopriremo soltanto tra 48 ore, di certo c'è che un Micai concentrato e in serata può rappresentare ancora un valore aggiunto. I compagni di squadra, del resto, hanno ancora in mente le immagini dei playout in quel di Venezia, quando parò l'impossibile e contribuì alla salvezza sul campo della Salernitana. Anche quest'anno alti e bassi, con prodezze incredibili e "papere" facilmente evitabili. Non si può mettere in discussione un giocatore per un periodo negativo, per un portiere tre mesi di stop forzato e di allenamenti casalinghi possono incidere tantissimo. Figuriamoci, poi, se alla ripresa delle ostilità subisci un infortunio alla mano e una botta al torace. L’elenco di parate determinanti non può essere certo accantonato dopo la serataccia del 24 luglio. Ricordiamo ancora la performance di Crotone, l’intervento al 95’ su Troest nel derby con la Juve Stabia, il volo all’incrocio su Marras nel match d’andata col Livorno, interventi che hanno aggiunto punti pesanti alla classifica e che consentono di coltivare ancora il grande sogno. Mentalmente il pipelet mantovano ha sempre dimostrato di essere forte e coraggioso. Non era semplice ripartire dopo l'autogol col Benevento, nè giocare titolare gli spareggi il giorno dopo l'aggressione fisica subita all'Arechi. L'autoironia e l'amore per la psicologia lo hanno accompagnato in questo percorso, chissà che venerdì non possa essere anche lui protagonista in positivo. La società ci crede, lo confermano i cinque anni di contratto sottoscritti nell'estate del 2018. Lui è più sereno e ha l'appoggio dell'intero spogliatoio.
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