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| foto di MARIO PIETRONIGRO |
Letto d’un fiato, ha anche un qualcosa di musicale, in
realtà è la sintesi di uno stato d’animo fisico e mentale. La chiusura forzata
e dovuta causa emergenza certo non ha fermato le menti di quanti di arte si
occupano. Danza, musica, teatro o poesia, fortunati noi che con sì
lunga pausa abbiamo potuto e possiamo lavorare, inventare, scrivere, riscrivere,
ideare, immaginare mille volte un quadro danzato, una scena, una musicalità, un
personaggio, un costume. Disegnato ancora poi cancellato e disegnato nuovamente
nelle nostri menti. Ne abbiamo di tempo! Certo, l’assenza è dura da gestire, non si riesce a
condividere con un silenzio finto. Assordante. Noi abituati a ritmi incalzanti. Ogni mese era già il
pensiero di quello successivo. Prove, prove, fortissimamente prove. Quelle coreografiche certo, ma anche quelle introspettive. La ricerca, l’appartenenza al personaggio, tutto il lavoro
più bello di una scuola di danza è stato improvvisamente bloccato. Congelato. Dunque, nel frattempo? Nel frattempo video lezioni. Messaggi di amore
incondizionato con gli allievi. Ricerca spasmodica di vecchie foto, vecchi spettacoli e
girarli nei vari gruppi così da commentare insieme. Ma quel sapore così adrenalinico, quell’eccitazione che si
respirava nell’aria, quella frenesia, quella mancanza di tempo, mancano. Terribilmente mancano. Studiodanza94 con la mia direzione artistica e la
collaborazione della maestra e coreografa Ramona Iuliano è tra le scuole più
longeve di San Giorgio del Sannio. Ventisei anni di onorata esperienza “sul
campo”. Da anni concentra il proprio lavoro sul teatro danza. L’aspetto
introspettivo della danza, intimo, emotivo, la caratterizzazione dei
personaggi, il pathos, le pulsioni affidate anche alla gestualità. Il Teatro danza vuole non solo dare largo spazio a tutto ciò
che è interno ed interiore ma ha l’alto obiettivo di affidare alla danza anche
la diffusione di un messaggio sociale. Un messaggio sociale danzato, musicato, espresso. Ma soprattutto immediato. Certi che il
pubblico, nell’andare via, conservi l’emozione, custodisca le tracce. Qualcosa
insomma che abbia sapore di un “per sempre” e non di un ordinario saggio di
danza. Una vera e propria performance artistique, una performance
di arti. Lo scorso anno abbiamo presentato HABANERA. La storia è quella celeberrima di Bizet. Un amore che nasce,
cresce e muore in cuori ardenti ed impetuosi. Carmen civettuola e seducente
sigaria, contesa tra due uomini, Don Josè, giovane brigadiere ed Escamillo,
affascinante torero. Don Josè accecato di gelosia, in preda ad una crisi di
disperazione, uccide Carmen e lei inerme andrà incontro al suo destino. Il titolo di questo spettacolo è stato rubato proprio dal
primo atto, dalla voluttuosa danza Habanera in cui si esibisce la protagonista. Nel nostro lavoro artistico, Carmen racconta di passioni ed
istinti, di carica emotiva, vitalità, bellezza. Racconta di un amore incondizionato per la libertà, del
disprezzo dei ruoli sociali. Narra del vivere nell’attimo, come se la vita
fosse leggera e leggerissima, come una corsa a perdifiato, senza esitazioni,
senza compromessi. Una Carmen con i pantaloni. Lo scenario caldo, passionale, è dato anche dalla musicalità
che intenzionalmente non riproduce l’originale ma è affidata a ritmi di sapore
ispanico accuratamente selezionati, a nenie dialettali, armonie delle terre
della nostra Italia, suoni di luoghi lontani. Un lavoro artistico complesso nella ricerca, nell’ideazione,
nella messa in scena. Gli spettacoli nascono sempre da una idea centrale che poi
vede il sodalizio e la collaborazione di più mani. La mia. Quella della referente e docente di danza classica dei corsi
propedeutici, preparatori, intermedi e regolari, Ramona Iuliano. Quella del maestra Daniel Abbruzzese, docente di danza
classica e passo a due per i corsi preparatori, intermedi e regolari. Quella degli esperti della fotografia, montaggio, video
riprese. Gli scenografi. I costumisti. I tecnici del suono. Tutto è spettacolo, tutto fa lo Spettacolo. Nel prossimo, parlerò, forse, del nuovo lavoro artistico che
abbiamo spostato a Settembre. Forse.
di Carmen Pepe
